a cura di John Stammer e Aldo Frangioni
Questa intervista con l'architetto e urbanista Richard Rogers - che proponiamo su concessione della
rivista on line Cultura Commestibile - si è svolta il 28 febbraio 2014 nello studio d'architettura di Ernesto Bartolini in via degli Artisti a Firenze. Rogers è a Londra e risponde al telefono; conducono l'intervista John Stammer e Aldo Frangioni, con l'ausilio e gli innesti di Ernesto Bartolini.
Il nuovo Centro di Scandicci, progettato da Rogers ed inaugurato il 30 novembre 2013, è lo spunto per parlare di Firenze, della sua vivibilità e della tramvia, la nuova infrastruttura che dal 2010 ha modificato le abitudini dei cittadini e la stessa percezione di Scandicci rispetto al capoluogo.
Stammer: E' stato da poco inaugurato il Centro di Scandicci e noi vorremmo porle qualche domanda sia sul nuovo centro sia sul suo modo di progettare. Il progetto del nuovo centro è importante per la città e per i cittadini. La prima domanda è sul mestiere di architetto. Questo progetto è stato realizzato come l'aveva pensato? C'è differenza tra il progetto come l'aveva pensato e il progetto finito?
Rogers: Quando si inizia un progetto si parte con un'idea e si sviluppa lavorando con un team di progettisti, ci si confronta con il sindaco e si ascoltano tante altre persone. Non succede mai che si comincia con un’idea il primo giorno e poi ci si ferma. Si arriva all'idea finale dopo un lungo processo. E con il tempo siamo arrivati a questa soluzione molto bella, che poi abbiamo realizzato. Quindi in una parola sì: il progetto finito è come l'abbiamo pensato.