A cura di: Antongiulio Barbaro, Alessio Bartaloni, Amos Cecchi, Antonio Floridia, Monica Liperini,
Arnaldo Melloni, Eriberto Melloni, Massimo Migani, Mario Primicerio, Simone Siliani



Nessuno è chiamato a scegliere tra essere in Europa e essere nel Mediterraneo,
poiché l'Europa intera è nel Mediterraneo.

Aldo Moro
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lunedì 20 aprile 2015

L' ex-centrale termica di Novoli e l'Urban Center di Firenze

di John Stammer

Firenze, anni '60: la vasta area dello stabilimento Fiat a Novoli.
Nella circonferenza rossa è indicata la centrale termica, allora in esercizio.
La ciminiera si staglia ancora alta sull'orizzonte per chi si affaccia sulla via di Novoli dal ponte di San Donato. É l'elemento che caratterizza ancora, nonostante i grandi interventi in corso, il complesso dell'area ex-Fiat a Novoli. L'edificio della ex-centrale termica della fabbrica di aeroplani sta lì ad attendere il suo destino, mentre intorno ad essa si affannano le attività della contemporaneità, con la tranquillità di chi sa che da essa non si potrà prescindere per mantenere "l'anima" del luogo.
Un edificio molto singolare quello della ex-centrale termica. Sia dal punto di vista strutturale sia dal punto di vista dell'uso previsto.

venerdì 23 gennaio 2015

Firenze e l'architettura: la città tra paura e speranza

di Mario Primicerio

18 dicembre scorso, nel saloncino dell'ex carcere delle Murate, è stato presentato l'interessante volume "Dentro Firenze. Architetture, architetti, progetti e percorsi del tempo presente", in cui sono raccolti buona parte dagli articoli a firma John Stammer, apparsi tra il 2013 ed il 2014 sulla rivista on-line "Cultura Commestibile", dedicati agli edifici ed agli interventi che hanno caratterizzato la recente vita urbanistica di Firenze.
Alla presentazione, trasmessa in diretta dall'emittente Controradio e seguita da un pubblico folto e attento, sono intervenuti Sara Nocentini, Assessore alla Cultura della Regione Toscana; Elisabetta Meucci, Assessore all’Urbanistica del Comune di Firenze; Mario Primicerio, professore emerito dell'Università di Firenze e Sindaco di Firenze tra il 1995 ed il 1999; Silvia Viviani, Presidente dell'Istituto Nazionale di Urbanistica; Aldo Frangioni, redattore di Cultura Commestibile; Guido Murolo, Presidente della Fondazione Architetti di Firenze.
Grande modello della Città di Firenze (particolare) - scala 1:1000
realizzazione Aleph - laboratorio di architettura.
Per l'intensità delle parole di Mario Primicerio ne riportiamo l'intervento, denso di riflessioni sulla città e sul significato di alcune scelte urbanistiche operate a Firenze dell'ultimo ventennio, non tutte portate a compimento seppur ancora attuali.

lunedì 22 dicembre 2014

Botteghe storiche fiorentine: quale tutela?

di Vittorio Chirli

L'attuale Sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha recentemente rilanciato l'intenzione di adottare norme per la tutela delle cosiddette "botteghe storiche" ancora attive in città. Si tratta di un annuncio non nuovo, peraltro in continuità con precedenti dichiarazioni e atti promossi dallo stesso Nardella all'epoca in cui era membro della Camera dei Deputati. Il Sindaco sembra intenzionato ad introdurre norme di natura edilizio-urbanistica nel "Regolamento urbanistico comunale" (quello che un tempo era chiamato "Piano regolatore generale"), adottato dal Consiglio comunale il 25 marzo 2014 ed il cui procedimento di approvazione deve essere ancora concluso.
Vittorio Chirli solleva dubbi e perplessità - specie sotto il profilo degli effetti economici - in merito ai propositi del Sindaco.

La tutela delle “botteghe storiche” è un tema che riemerge periodicamente a Firenze. Muovendo dalla pura propaganda e dalle buone intenzioni si dovrebbe però riflettere su come rendere operativo tale proposito e sui suoi possibili effetti, intenzionali e non.
Rimandando a dopo la definizione di “bottega storica”, si assuma per adesso di avere già pronta la lista degli esercizi da tutelare.
Pare di capire che questi esercizi non dovrebbero essere costretti a cessare l’attività e dovrebbero essere quindi “tutelati” in qualche maniera.

martedì 2 dicembre 2014

Isolotto: diario di un Presidente di Quartiere

di Moreno Biagioni (*)

Firenze, 6 novembre 1954: il Sindaco Giorgio La Pira
consegna le chiavi delle case popolari all'Isolotto;
al centro, il Cardinale Elia Dalla Costa.
Il 6 novembre scorso è stato ricordato un evento significativo per Firenze: il 60° anniversario del completamento del quartiere dell'Isolotto, sottolineato dalla consegna delle prime chiavi delle case popolari da parte del Sindaco, Giorgio La Pira. Un evento importante per la storia urbanistica e sociale della città, foriero di ulteriori fermenti che si svilupparono - anche con episodi clamorosi - negli anni seguenti.
Lo sviluppo della città determinò anche l'impulso a forme di decentramento amministrativo, fino all'istituzione nel 1976 dei Consigli di Quartiere. Moreno Biagioni, che è stato tra i protagonisti di quella fase, tratteggia in questo pezzo le fasi salienti di quella vicenda, ancora oggi attuale in vista dell'attuazione della Città Metropolitana di Firenze.

martedì 1 luglio 2014

Una corrispondenza inedita sulla pianificazione urbanistica a Firenze

di John Stammer

Ciclostilato in proprio è venuto in possesso di una recente corrispondenza inedita tra John Stammer e l'amico Robert Zero in merito alla pianificazione urbanistica fiorentina, in cui sembra sia sfatato uno dei tanti miti fioriti in città negli ultimi anni. Ciclostilato in proprio non poteva non pubblicarla.

Caro Robert,
tu mi chiedi notizie del Nuovo Piano di Firenze. Da quando ho iniziato, alcuni anni orsono, dopo la mia intensa attività nel Regno Unito, ad occuparmi delle vicende urbanistiche di una delle città più belle e importanti dell'Italia, ho scoperto che, in questo paese, bisogna sempre guardare dietro le parole. Questa tua richiesta mi ha dato modo di sperimentare anche su questo tema la mia nuova attitudine. Ecco quindi quello che ho scoperto.

lunedì 31 marzo 2014

“Sarebbe triste se Firenze finisse come un museo”: intervista a Richard Rogers

a cura di John Stammer e Aldo Frangioni

Questa intervista con l'architetto e urbanista Richard Rogers - che proponiamo su concessione della rivista on line Cultura Commestibile - si è svolta il 28 febbraio 2014 nello studio d'architettura di Ernesto Bartolini in via degli Artisti a Firenze. Rogers è a Londra e risponde al telefono; conducono l'intervista John Stammer e Aldo Frangioni, con l'ausilio e gli innesti di Ernesto Bartolini.
Il nuovo Centro di Scandicci, progettato da Rogers ed inaugurato il 30 novembre 2013, è lo spunto per parlare di Firenze, della sua vivibilità e della tramvia, la nuova infrastruttura che dal 2010 ha modificato le abitudini dei cittadini e la stessa percezione di Scandicci rispetto al capoluogo.

Stammer: E' stato da poco inaugurato il Centro di Scandicci e noi vorremmo porle qualche domanda sia sul nuovo centro sia sul suo modo di progettare. Il progetto del nuovo centro è importante per la città e per i cittadini. La prima domanda è sul mestiere di architetto. Questo progetto è stato realizzato come l'aveva pensato? C'è differenza tra il progetto come l'aveva pensato e il progetto finito?
Rogers: Quando si inizia un progetto si parte con un'idea e si sviluppa lavorando con un team di progettisti, ci si confronta con il sindaco e si ascoltano tante altre persone. Non succede mai che si comincia con un’idea il primo giorno e poi ci si ferma. Si arriva all'idea finale dopo un lungo processo. E con il tempo siamo arrivati a questa soluzione molto bella, che poi abbiamo realizzato. Quindi in una parola sì: il progetto finito è come l'abbiamo pensato.