di Cristina Bevilacqua
Ho visto il film di Walter Veltroni “Quando c’era Berlinguer” e mi è piaciuto. Ci racconta la storia di un protagonista della storia politica italiana, in modo intenso, emozionante e originale, che sollecita memoria e cultura. E’ un documentario non retorico, che fa un ritratto moderno, accorato e prezioso di Enrico Berlinguer.
Subito il regista va al nocciolo del problema: che cos’è stato Berlinguer per il PCI e per la storia del nostro Paese? Il film inizia in modo durissimo, così come tristissima e commovente è la parte finale.
Una serie di interviste, ci mostrano come molti, a trenta anni dalla sua morte, non abbiano idea di chi sia: risposte strampalate, di chi cerca di indovinare come se si trattasse di un quiz. Evidenziano una gran confusione, che ci rende consapevoli del fatto che non esiste una coscienza politica senza la memoria del passato. E che per evitare il peggio, è necessario alimentare la conoscenza e la consapevolezza, senza dare mai niente per scontato.
A cura di: Antongiulio Barbaro, Alessio Bartaloni, Amos Cecchi, Antonio Floridia, Monica Liperini,
Arnaldo Melloni, Eriberto Melloni, Massimo Migani, Mario Primicerio, Simone Siliani
Nessuno è chiamato a scegliere tra essere in Europa e essere nel Mediterraneo,
poiché l'Europa intera è nel Mediterraneo.
Aldo Moro
Arnaldo Melloni, Eriberto Melloni, Massimo Migani, Mario Primicerio, Simone Siliani
Nessuno è chiamato a scegliere tra essere in Europa e essere nel Mediterraneo,
poiché l'Europa intera è nel Mediterraneo.
Aldo Moro
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giovedì 26 giugno 2014
martedì 27 maggio 2014
Sinistra e diritti. Questione morale e garantismo: risposta a Micromega
di Massimiliano Annetta
Ho sempre trovato la lettura dei sadomasochisti giudiziari di Micromega istruttiva per la banale ragione che con loro il discrimine torna immancabilmente nitido: da una parte loro, la "santa alleanza" tra linciatori e tricoteuses, dall’altra la sobria invocazione della Giustizia uguale per tutti.
Ebbene, anche stavolta non sono rimasto deluso: di pochi giorni orsono le dichiarazioni di tale Avv. Giuseppe Zupo che, un attimo dopo l’autorizzazione all’arresto del deputato del PD Francantonio Genovese, ben rappresentata dall’ottuso sorriso del deputato grillino che l’ha festeggiata mimando i ceppi ai polsi, ci ha ammonito che: “l’unico erede della questione morale di Berlinguer e del PCI è il Movimento 5 Stelle”.
Confesso subito: al momento della lettura ahimè ignoravo chi fosse l'Avv. Zupo. Ho cercato di rimediare scoprendo che si tratta di un anziano avvocato che ai tempi del PCI di Berlinguer, quindi a spanne qualche lustro fa, ne è stato niente di meno responsabile nazionale della giustizia.
Fin qui indagine facile, visto che lo stesso articolo di Micromega metteva ben in evidenza queste medaglie del Nostro. Ma, forse per deformazione professionale, sono curioso assai e non mi son fermato qui e che ti scopro?
Ho sempre trovato la lettura dei sadomasochisti giudiziari di Micromega istruttiva per la banale ragione che con loro il discrimine torna immancabilmente nitido: da una parte loro, la "santa alleanza" tra linciatori e tricoteuses, dall’altra la sobria invocazione della Giustizia uguale per tutti.
| Enrico Berlinguer |
Confesso subito: al momento della lettura ahimè ignoravo chi fosse l'Avv. Zupo. Ho cercato di rimediare scoprendo che si tratta di un anziano avvocato che ai tempi del PCI di Berlinguer, quindi a spanne qualche lustro fa, ne è stato niente di meno responsabile nazionale della giustizia.
Fin qui indagine facile, visto che lo stesso articolo di Micromega metteva ben in evidenza queste medaglie del Nostro. Ma, forse per deformazione professionale, sono curioso assai e non mi son fermato qui e che ti scopro?
lunedì 26 maggio 2014
Berlinguer e la politica di austerità: lungimiranza e coraggio di un leader
di Alessio Bartaloni
L'avvicinarsi del trentennale dalla scomparsa di Enrico Berlinguer (11 giugno) sta suscitando, come prevedibile, molte riflessioni intorno alla figura del segretario del PCI.
Ha cominciato in maniera quasi poetica Veltroni con lo struggente film-documento "Quando c'era Berlinguer" e stanno continuando, in maniera ahimè maldestra e stucchevole, complice la campagna elettorale, forcaioli di varia risma.
Non vi è dubbio che la personalità ed il carisma del personaggio siano tutt'ora enormi e suscitino ancora un fascino che, ovviamente, non può essere certo più confuso con la particolarità del momento storico, ma deve evidentemente essere riferito al solo personaggio. Ed è oltremodo vero che la figura dello statista sardo si presta a varie letture e considerazioni che l'ormai non breve spazio temporale che ci separa dalla stagione politica che lo vide protagonista rendono (o dovrebbero rendere) più facile.
Oltre che della fin troppo speculata "questione morale", oltre che della fase del compromesso storico e della solidarietà nazionale, credo che un rinnovato interesse dovrebbe suscitare (e in parte sta già suscitando) la suggestione intorno alla cosiddetta austerità, rinnovato interesse certo aiutato dalla crisi economica e ancora prima dai processi di globalizzazione.
L'avvicinarsi del trentennale dalla scomparsa di Enrico Berlinguer (11 giugno) sta suscitando, come prevedibile, molte riflessioni intorno alla figura del segretario del PCI.
Ha cominciato in maniera quasi poetica Veltroni con lo struggente film-documento "Quando c'era Berlinguer" e stanno continuando, in maniera ahimè maldestra e stucchevole, complice la campagna elettorale, forcaioli di varia risma.
Non vi è dubbio che la personalità ed il carisma del personaggio siano tutt'ora enormi e suscitino ancora un fascino che, ovviamente, non può essere certo più confuso con la particolarità del momento storico, ma deve evidentemente essere riferito al solo personaggio. Ed è oltremodo vero che la figura dello statista sardo si presta a varie letture e considerazioni che l'ormai non breve spazio temporale che ci separa dalla stagione politica che lo vide protagonista rendono (o dovrebbero rendere) più facile.
Oltre che della fin troppo speculata "questione morale", oltre che della fase del compromesso storico e della solidarietà nazionale, credo che un rinnovato interesse dovrebbe suscitare (e in parte sta già suscitando) la suggestione intorno alla cosiddetta austerità, rinnovato interesse certo aiutato dalla crisi economica e ancora prima dai processi di globalizzazione.
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